Non uccidere le professioni: non chiedere a tuo cuggino!

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Premetto che questo non è un articolo di solo Graphic Design, ma è diverso dagli altri, un po’ sguaiato…ma mi chiedo se ci siano persone, anche di settore diverso dal mio, condividono questi pensieri…

Personalmente ogni tanto faccio un incubo ricorrente: smette di andare di moda la cucina gourmet, spariscono gli chef-fai-da-te che “Gualtiero Marchesi scansati!”, nessuno più guarda contest di gente umiliata ai fornelli…all’improvviso un’orda impazzita di gente annoiata si butta a fare grafica!!! Se prima si mascheravano come tanti piccoli Cracco, in men che non si dica inizia a circolare una moltitudine di individui che si spacciano per Designer affermati, realizzano loghi alla cifra di un cono gelato senza aver mai tenuto in mano una matita, si auto-nominano Art Directors e poi non sanno la differenza tra “layout” e “format”, e la professione che amo viene surclassata da una moda che rende chiunque un Graphic Designer solo perchè adesso il titolo che una persona si da, la rende più credibile dell’esperienza effettiva.

Ma…Asp…

…Ein moment…Spiète un momènt (in friulano)…Dannazione! sta già accadendo!
Già. Anche il nostro settore, come molti altri dell’artigianato, ha risentito dei cambiamenti degli ultimi anni, soprattutto se si tratta di attività legate all’arte e alla cultura.

Galeotta fu l’innovazione…
Stupende le tecnologie, bellissime…che sono nate non solo come galline dalle uova d’oro, ma pensate anche per aiutare noi Designers. Noi disgraziati. Noi che prima ci aprivamo testa e retine su tavoli luminosi per realizzare bozze e loghi con colori e il tiralinee. Gli stessi che hanno iniziato con fogli e portamine, che si sono spellati i polpastrelli a forza di tagliare carta, che si sono addormentati faccia sugli inchiostri freschi e la mattina sembravano un incrocio anomalo tra il Guernica e lo spaventapasseri del Mago di Oz, che se ti avvicinavi ad un computer anche solo per spolverarlo, spuntava sicuro un insegnante con un revolver a rimetterti al tuo posto.

Quando sono arrivate le nuove tecnologie, per noi grafici da un lato è stato come se ci avessero dato la tavola da surf per cavalcare l’onda!

Poi sono arrivati gli inetti…E siamo entrati nell’era oscura della lotta perpetua alla difesa della dignità professionale.
È iniziata con i nerd. Gli appassionati di informatica, che hanno scoperto la semplicità del vettoriale. Poi dietro tutti “a tubo”, come dicono dalle mie parti. Sono spuntati programmini facili, banali, ma soprattutto gratuiti, che dovevano servire ad intrattenere gli utenti, mentre aspettano il loro turno nelle sale d’attesa dei dottori o in coda alle poste. Solo che loro i giochini hanno iniziato ad usarli per fare della grafica. Ed è stato allora che una fiumana di disperati si è riscoperta Picasso o Miro, ha iniziato ad usare Paint e si è designata il titolo di grafico o illustratore, solo perchè in grado di mettere qualche pezzo di vettoriale uno vicino all’altro.

Magari si fossero fermati li, avrebbero limitato il danno alle persone vicine a loro. Eh no! Poi hanno pensato bene anche di vendere questi loro esperimenti, spacciandoli come loghi efficaci, ma vendendoli ad 1/5 del prezzo che chiede un professionista. È così che, in pochi anni (forse mesi), agevolati anche dalla crisi economica, sono spuntati i Deturpatori seriali della Grafica, dell’Illustrazione, del Design, ecc.
Si sono moltiplicati come batteri, per i quale non c’è antibiotico che tenga.

Non so se sia peggio chi realizza loghi gratuitamente (senza avere alba di cosa sta facendo) o chi, quando ti chiede un preventivo, poi ti dice che costi troppo e che lo chiede al cuggino, che è bravo con il computer e “fotosciop” e sta 5 minuti.
Che poi quando vedi il risultato ti chiedi se chi lo ha disegnato avesse seri problemi di vista o di coordinazione cerebro-braccio.

E i nostri diplomi? gli anni di studio e di gavetta? Noi che sappiamo realizzare un’immagine che ti vende, che sappiamo interpretare i tuoi desideri, le tue qualità, che ci immergiamo testa e cuore nella tua professione per capirla ed interpretarla in un’immagine che la rappresenti???
Chi non è del settore, ha iniziato a non dare più valore alla professionalità acquisita e qua siamo, ancora in lotta…
Ma non molliamo! Noi Designers contiamo sull’imprenditore consapevole, che ama e da valore alla sua attività e per questo non si accontenta di grafica economica, ma pretende di trovare un professionista!
Alla fine ti arrendi solo all’inevitabile, tanto per non roderti il fegato, e ti limiti a pensare, che ognuno merita quello che va cercando e se vogliono il logo fatto dal cuggino, forse meritano il logo fatto da lui!

E, per puro piacere personale…

Video – Elio e le Storie Tese – Mio cuggino

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